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Eroi e supereroi: come nascono i miti

Gli eroi dei miti sono spesso orfani o vivono in famiglie adottive. È così per gli eroi (super, in realtà) dei tempi moderni: Superman è orfano e viene adottato dai Kent, Spiderman è anche lui orfano e vive con gli zii. Gli orfani poi pullulano nei romanzi ottocenteschi, per cui non c’è eroe di Dickens che abbia in vita i genitori, e Cosetta nei Miserabili deve affidarsi a un estraneo per sopravvivere dopo esser stata affidata alla triste famiglia dei Thénardier. Ma se non esattamente orfano, certo affidato in posizione familiarmente non privilegiata, è l’antesignano di tutti gli eroi, quell’Eracle della tradizione greca, che è sì figlio di Zeus, ma costretto a vivere con il marito della madre (il famoso e ospitalissimo Anfitrione) sotto il comando del vile cugino Euristeo. Quindi la storia – dei miti – si ripete, l’eroe è orfano, o perlomeno vive in famiglie non tradizionali, in cui spesso si sente a disagio, poco accettato.

Questa ricorrenza è spiegabile in tanti modi, visto che si ripete su uno stesso schema dai miti classici fino ai supereroi dei fumetti e ha una spiegazione psicologica. Ognuno di noi, specialmente da bambino, si è sentito a disagio per qualche motivo più o meno giustificato, nella sua famiglia, e si è sentito, per così dire, orfano a casa sua. Qualche ingiustizia subita, o magari solo percepita, hanno generato la sensazione di non essere accetti, di essere adottati senza amore. E questa sensazione si accompagna con una voglia di rivalsa, quasi a dire: voi non sapete chi sono davvero io, non sapete che entro di me si nasconde un eroe che con le sue imprese, una volta abbandonato questa casa inospitale, stupirà il mondo. L’eroe ha successo se provoca identificazione, e l’identificazione è possibile se l’eroe è nascosto, è sconosciuto (ha un’identità segreta). In questo modo chiunque, nell’apparenza mediocre della quotidianità, può nascondere un eroe. L’eroe senza legami di sangue, l’eroe orfano e adottato può essere chiunque, anche io, che tutto sembro, ma non eroico. Non sono figlio dei miei mediocri genitori da di Zeus, o degli abitanti di un lontano pianeta chiamato Krypton. O in attesa, mal sopportato dagli odiosi Thenardie, che venga Jean Valjean a portarmi via.