Il campionato NBA: facciamo il punto

Il campionato NBA, il campionato professionistico americano di basketball, si avvia alla  notte delle stelle, a quell’All Star Game che ne segna lo spartiacque. Oggi i giochi si intravvedono, dopo l’All Star Game si farà sul serio e ci si avvierà al momento della verità segnato dalla post season, come la chiamano gli americani, e cioè dalle gare che assegneranno il titolo con i play off.

Per il momento il campionato ha presentato poche novità rispetto allo scorso anno,  confermando più o meno le gerarchie dello scorso anno. Innanzitutto Golden State con la sua stella Curry, che hanno inanellato una serie impressionante di successi e hanno un record strabiliante. La squadra si è rinforzata solo con la crescita di tutti i giocatori, e al momento si configura come la candidata naturale alla riconferma del titolo. A Ovest, rispetto agli anni scorsi, le performance non sono così elevate: qui si potrà accedere ai play off con record sotto il 50%, ma dietro la squadra californiana c’è un avversario che fa paura: i San Antonio Spurs, che riescono a gestire il declino dei suoi grandi campioni – le tre stelle Duncan, Parker e Ginobili – con l’innesto di nuovi campioni che non hanno mutato il tipo di gioco – basato sulla qualità della difesa – e le performance vincenti. Oklahoma e i Clippers di Los Angelles completano il quadro delle candiate a un ruolo importante, con le altre a fare da comprimarie. Ma il vero spettacolo a Ovest è la passerella finale per uno dei più grandi di sempre, Kobe Bryant, il massimo campione dell’era post Jordan, che sta giocando il suo ultimo campionato dopo una carriera leggendaria.

A Est si vede finalmente un quadro più confortante, anche se Cleveland, finalmente al completo e sempre guidata da uno stratosferico Lebron James, non sembra avere vere rivali. Comunque Chicago, Toronto, Atlanta giocano a buon livello e finalmente sono competitive anche con le squadre dell’Ovest. I pronostici dicono ancora Golden State contro Cleveland, con i californiani favoriti, ma bisogna stare attenti a San Antonio, che se riuscirà a portare i suoi vecchi campioni in forma a fine campionato potrà essere un problema per tutti.

Infine, gli italiani, ridotti quest’anno a tre, dopo il rientro in Europa di Datome. Bargani sta vivendo una fase di discesa, e probabilmente ha chiuso il suo ciclo americano: era arrivato come prima scelta, aveva i mezzi tecnici e fisici per emergere, ma non ha avuto la capacità di esprimersi al meglio. Belinelli sta vivendo nella sua ennesima squadra una bella stagione da sesto uomo, e avrà ancora qualche stagione di qualità da esprimere. Gallinari è il leader di Denver, che sta giocando in modo altalenante, ma che rischia di andare ai play off.