Come scegliere il percorso universitario

A quale facoltà conviene iscriversi? È una domanda che giovani e famiglie si pongono sempre più spesso, domanda che ne sottace un’altra: conviene ancora laurearsi? Il “pezzo di carta” è ancora utile?

Diciamo subito che se l’obiettivo è il lavoro, conseguire una laurea consente non solo di arrivare più facilmente a un impiego, ma garantisce inevitabilmente salari migliori e potenzialità di carriera molto maggiori. Qualsiasi laurea è meglio, in uno specifico settore, di nessuna laurea. Questo a patto, ovviamente che la laurea sia stata conseguita in tempo ragionevole, e che il voto sia decoroso. Certo, ci si può laureare con comodo per acquisire una base di conoscenze adeguato, ma questo non garantisce certamente impieghi.

Quindi ci si deve laureare in tempo e – abbastanza – bene, altrimenti è inutile pensarci.

Ovviamente le opportunità sono diversissime, a seconda del settore in cui ci si orienta. E in tempi difficili e liquidi come quello che viviamo, è difficile prevedere se dopo cinque anni minimo, il mercato del lavoro sarà rimasto quello delle previsioni iniziali. Comunque alcune considerazioni si possono fare. Ingegneria è la facoltà che offre maggiori possibilità di occupazione e questo rimarrà nel tempo: c’è bisogno di ingegneri in una società ad economia avanzata, e questo non muterà. C’è bisogno anche di tecnici, cioè di fisici, di chimici, di biologi, sia in azienda che in attività private. Ma anche il vituperato insegnamento nelle scuole pubbliche offre a chi si laurea in materie tecnico/scientifiche grandi opportunità. Matematica è un discorso diverso: lo studio è difficile e richiede una particolare vocazione. Ma chi esce bene da questi studi può lavorare davvero in tanti settori, a partire dall’informatica.

Le facoltà economiche e giuridiche offrono invece meno possibilità. Le lauree nell’area di giurisprudenza sono ancora quelle con le migliori opportunità nei concorsi pubblici, con la condizione che i concorsi non si bandiscono quasi più. Ed economia con lo scenario della crisi ha perso fascino e opportunità. Ma nell’uno e nell’altro caso tra cinque anni le cose dovrebbero essere cambiate: sia nel pubblico (dove i pensionamenti e il blocco del turn over dovrebbero aprire molti spazi) sia nel campo privato dove le opportunità per gli economisti dovrebbero crescere.

Le facoltà letterarie sono solo per gli appassionati. Bellissime e inutili. Almeno per il momento.