Come scegliere il percorso scolastico

A quale scuola conviene iscriversi? Le statistiche indicano che i giovani italiani tendono a iscriversi sempre più ai licei, ma non ai classici: prevalgono gli scientifici e i linguistici. Evidentemente la conoscenza del latino e del greco (vero spauracchio per tanti) non è più considerata importante, e invece la conoscenza ampia e aperta che offre un liceo è considerata un vantaggio. Anche gli istituti tecnici sono in voga, ma qui servirebbe che il legame tra lo studio e il mondo del lavoro fosse più evidente, in  luoghi di apprendimento che evidentemente non offrono quella proposta didattica che è attesa. Eppure certi istituti tecnici industriali sono considerati di eccellenza in Italia, e la capacità di sfornare bravi periti ha segnato gli anni del boom economico e la qualità della nostra industria. I tecnici sono stati l’ossatura del nostro sistema industriale, e ancora possono rappresentare un futuro per il Paese e una grande opportunità per gli studenti.

Gli istituti professionali sono invece in crisi. Qui davvero il rapporto di alternanza tra lavoro, apprendimento teorico e pratica di laboratorio è essenziale. La Germania ha fatto del suo sistema formativo di alternanza studio/lavoro uno dei punti di forza del suo sistema educativo e del suo sistema produttivo: di tante cose che della Germania ci vengono indicate come da imitare, questa è una delle più importanti.

Dicevamo che i professionali sono in crisi, questo è vero, ma non per un solo caso: quello dell’istituto alberghiero, in particolare per quel che riguarda la cucina. I tanti programmi televisivi in cui gli chef fanno da opinion leader hanno evidentemente segnato l’immaginario collettivo e hanno determinato il successo di questa professione. Quanti poi dei diplomati finiranno a fare i giudici in Master Chef, e quanti finiranno in maleodoranti cucine non è dato sapere, ma come al solito è la televisione che in questo momento storico rappresenta il massimo intellettuale, l’opinion leader imbattibile.

Dunque si può dire che il Liceo mantiene  un suo primato giustificato, specialmente per chi vuol andare all’università e non ha una vocazione consolidata. I Tecnici sono adattissimi per chi vuole lavorare subito e magari vuole andare all’università ed ha già la vocazione per un settore specifico.

I Professionali avrebbero bisogno di una bella riforma, ma possono aprire buoni spazi di occupazione in settori specifici.