Liposuzione laser: come avviene il trattamento

La liposuzione classica prevede l’aspirazione del grasso sottocutaneo localizzato o esteso, tramite manovre effettuate dal chirurgo con una sonda metallica, volte a rompere il tessuto adiposo in modo da frammentarlo e renderlo idoneo all’aspirazione tramite una cannula di 2 cm di diametro.

È difficilmente praticabile in anestesia locale, dunque il paziente va anestetizzato totalmente con le conseguenze del caso e al risveglio avvertirà ancora dolore da controllare tramite la somministrazione di antalgici.

Il paziente dovrà rimanere bendato e fasciato per 4/7 giorni per contenere l’edema generale.

 

L’alternativa alle manovre meccaniche

 

Per evitare le cruente manovre meccaniche, causa di tutti gli spiacevoli effetti secondari della liposuzione, sono state studiate delle tecniche alternative alla punzonatura del tessuto adiposo.

In passato è stato approntato un liquido, la soluzione di Klein contenente soluzione salina, lidocaina un anestetico in grandi quantità ed epinefrina, un vasocostrittore.

Questa soluzione rende il tessuto adiposo tumescente (rigonfio) e idoneo all’aspirazione.

Anche gli ultrasuoni sono stati impiegati per la frammentazione del grasso, emessi direttamente dalla sonda inserita in profondità.

Il risultato è meno distruttivo della tecnica manuale ma non altrettanto efficace.

 

La liposuzione laser

 

La liposcultura è una tecnica che utilizza il laser per ritoccare piccole porzioni di tessuto (mento, seno, gluteo).

Un particolare tipo di laser attraversa la pelle con la quale non interagisce, riscaldando solo il pannicolo adiposo sottostante, rendendolo liquido e idoneo all’aspirazione che in tal modo avviene in modo molto semplice.

Si effettua in anestesia locale, ma a causa del riscaldamento che provoca non è idoneo all’utilizzo su grandi superfici come l’addome.

Per questo motivo si parla di liposcultura, cioè il rimodellamento di piccole sezioni; non è un sistema utilizzabile per perdere peso.

Data l’efficacia della liposuzione senza bisturi si è pensato di sfruttarne ulteriormente le caratteristiche inserendo sotto cute il sottilissimo puntale laser (magari più di uno) per ottenere un trattamento su una superficie maggiore, più efficace e raggiungendo temperature più basse.

 

La laserlipolisi

 

Tramite anestesia locale si introduce il manipolo laser e lo si fa passare più volte su e giu lungo la superficie da trattare.

Il grasso prenderà una consistenza oleosa e potrà essere aspirato in parte subito tramite aspirazione, in parte tramite il naturale linfodrenaggio.

L’energia termica determina per fotocoagulazione la chiusura dei piccoli vasi sanguigni, che nella liposuzione classica causano emorragie ed ecchimosi.

Viene infine applicata allo strato sottocutaneo più superficiale ma ad una frequenza più bassa, atta a stimolare la produzione di collagene e l’effetto retrazione dei tessuti per rimodellare ulteriormente il segmento trattato.

La procedura è ambulatoriale e non necessita di ricovero, dura da poche decine di minuti ad un’ora a seconda della superficie da trattare.

Esistono comunque dei limiti entro i quali attenersi, dunque è possibile che un trattamento può essere suddiviso in più sedute a distanza di tre mesi.

Dopo il trattamento va comunque applicato un bendaggio per contenere l’edema e gli essudati, da tenere circa 15 giorni.

Dopo 10 giorni vanno effettuati massaggi di linfodrenaggio, 2 volte la settimana per circa un mese.

I risultati saranno apprezzabili nel giro di due mesi.