Errata diagnosi tumore, spetta il risarcimento

La salute è una cosa alla quale non si dovrebbe rinunciare mai, e oggi, grazie alla prevenzione, si riesce a vivere meglio e più a lungo. Tuttavia, qualche volta accade che le cose non vanno nel modo in cui dovrebbero. Purtroppo ci sono tantissimi casi di malpractise sanitaria che hanno anche conseguenze gravissime sulla salute delle persone. Un caso particolarmente delicato è quello che riguarda la diagnostica di tumori. I falsi positivi, purtroppo, sono molto frequenti, al punto da essere stati attenzionati da un’equipe di medici negli Stati Uniti.

Errata diagnosi: il falso positivo

La storia di Michela è una storia di tante donne. Michela va a sottoporsi a un controllo preventivo del tumore del seno, una visita che moltissime donne fanno di routine. Dopo la visita manuale Michela si sottopone a un’ecografia. Sembra andare tutto bene, ma a un certo punto si nota qualcosa. Il medico vuole approfondire e le propone una mammografia. In effetti Michela ha 38 anni, quindi secondo il medico sarebbe ora di fare questo screening.

La mammografia, però, purtroppo evidenzia un piccolo nodulo. Da qui inizia un percorso fatto di chemioterapia che molte donne conoscono. Perdita dei capelli, disagi, depressione. Michela in pochi mesi diventa l’ombra di se stessa. Manda all’aria il matrimonio e il lavoro e si chiude in una bolla di solitudine. Continua le cure e si sente sempre peggio. Poi i familiari la convincono a chiedere un nuovo consulto e con grande stupore appurano che non c’è nessuno tumore.

Si richiede la mammografia precedente che secondo il nuovo responso altro non mostrava che una piccola cisti, nessun tumore, una lettura errata da parte del medico e tutto ciò che ne è conseguito. La donna interrompe le cure e inizia, lentamente, a riprendersi. Ha vissuto però mesi di panico compromettendo seriamente la sua carriera lavorativa e la sua vita privata.

Chi risarcisce il danno subito?

mammografia02Cosa succede quando capita un caso analogo? Ovviamente, sempre con la speranza che tutto sia risolvibile, ci si rivolge a un avvocato che si occupa di risarcimento danni per malasanità che valuterà la situazione e saprà consigliare le possibili strade. Solitamente però si procede in sede civile, o se necessario anche in sede penale, e si fa la richiesta di risarcimento del danno. Bisogna conservare tutta la documentazione accumulata durante il periodo di cure o raccolta successivamente al verificarsi del danno, se poi si possiede una documentazione che attesti la propria condizione fisica precedente al verificarsi del danno, la si allega al resto della documentazione.

Nel caso di Michela si è proceduto anche con la richiesta di risarcimento del danno morale, si possono trovare qui tutte le informazioni sulle varie tipologie di danno risarcibili www.marcoboero.com, e fortunatamente la causa si è conclusa con la ragione della donna che ha dunque ottenuto il risarcimento richiesto. Purtroppo dal punto di vista della salute, sia fisica che psicologica, ci è voluto diverso tempo per Michela per recuperare la forma fisica normale.

Mammografia, quando farla?

A detta dei medici statunitensi, il problema sarebbe l’età a cui le donne si sottopongono allo screening mammografico. Infatti, secondo recenti studi, l’età ideale sarebbe dopo i 45 anni, prima il rischio che i seni siano troppo densi e venga diagnosticato un piccolo tumore che poi non progredirà, o addirittura se ne andrà da solo, sono troppo alti. Quindi prevenzione si, senza dubbio, ma nel modo giusto.