Attacco cardiaco, cosa fare

Molti quando sentono parlare di attacco cardiaco si allarmano, giustamente. L’infarto del miocardio acuto, infatti, non è da prendere sottogamba. Quello che accade è che le vene arteriose, ostruite, non conducono il sangue ossigenato al muscolo cardiaco che va in necrosi. Sono circa 160 mila le persone che sono colpite da attacco cardiaco nel nostro Paese, maggiormente gli uomini, specialmente tra i 50 e i 60 anni, ma anche le donne dopo la menopausa possono esserne colpite.

Cause dell’attacco cardiaco

Come è stato appena accennato, la prima causa dell’attacco cardiaco è il trombo. Il trombo è un coagulazione di sangue che si forma all’interno delle arterie e che dunque occlude un ramo coronoarico, causando il processo descritto prima.

Ci sono altre cause però, quali le coronopatie con blocco dei vasi sanguigni causati da un eccessivo accumulo di colesterolo, che formano le cosiddette placche. Le placche formano dei coaguli che bloccano l’afflusso del sangue al cuore, nell’arteria coronarica, cagionando l’attacco cardiaco.

Fattori che influiscono maggiormente nell’incidenza dell’attacco cardiaco

Ci sono diversi fattori che possono influire sull’incidenza dell’attacco cardiaco. Nella fattispecie hanno un peso rilevante il fumo, l’obesità o il sovrappeso, naturalmente un errato regime alimentare, per esempio quello con eccessivo consumo di grassi, ma anche una pressione arteriosa elevata, o certe patologie quali il diabete o il colesterolo elevato.

Ovviamente più fattori confluiscono, più alto sarà il rischio. Quello alimentare e il fumo sono molto rilevanti. Consumare spesso cibi troppo ricchi di grasso, significa predisporsi all’ostruzione delle arterie, con tutte le conseguenze che conosciamo. Sono soprattutto i grassi animali a dare problemi, così come lo zucchero e i farinacei.

Come sarà ben facile intuire, anche uno stile di vita eccessivamente sedentario porta al sopraggiungere dell’infarto, perché i grassi ingeriti non vengono bruciati e di conseguenza il grasso si accumula sulle pareti delle arterie. Anche il fumo di sigarette è un fattore del sopraggiungere dell’infarto di un certo rilievo.

Quali sono i sintomi dell’infarto

infarto2 Chi sta avvisando uno di questi sintomi, o più di uno, dovrebbe insospettirsi e andare al più presto dal medico, nel caso di un attacco acuto si deve chiamare il 118. I sintomi più riconoscibili sono un forte dolore al petto, oppressivo, dolore alle braccia e alle spalle, sudorazione, dolore al collo, respiro affannoso, nausea, senso di svenimento.

Ci sono dei soggetti che non avvertono dolore al petto, o che soffrono di un dolore lieve. Capita quindi che ci si rechi al pronto soccorso e che l’infarto non venga riconosciuto. Non è una cosa che accade così di rado, come del resto vi sono pazienti convinti di avere un attacco cardiaco, e invece si tratta di semplice reflusso gastrico o ernia iatale. A causa di questa sintomatologia a qualcuno non è stato diagnosticato l’infarto, finendo così per allungare la lunga lista dei casi di malasanità, se anche tu sei una vittima puoi chiedere una consulenza qui www.studiolegalereale.com.

Cosa fare in caso si avvertano i sintomi dell’attacco cardiaco

Chiamare immediatamente il 118, in attesa dei primi soccorsi si può far masticare un’aspirina al paziente. Attendere l’arrivo dei soccorsi cercando di mantenere cosciente l persona colpita. Se si interviene in tempo ci sono buone probabilità di recupero. Purtroppo vi sono delle situazioni definite gravissime in cui non si riesce ad avere un esito positivo.